18 Dicembre 2018
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Agnone

LE ORIGINI
Etimologia
Correva l´anno 883 d.c. quando in un giorno d´agosto, un principe longobardo si accingeva a raggiungere da Benevento la contea di Pietrabbondante. Nei pressi di Agnone fu morso da un drago, o meglio da un “sanguisanguco”(grosso serpente), che in quel periodo di transizione linguistica, si chiamava “ Anguonum-is.”
Il principe nella sua disperazione, fece voto che se fosse guarito,avrebbe fatto edificare a Napoli una chiesa intitolata”Sancta Maria Anguonis”.
Alcuni secoli più tardi il principe di Taranto fece edificare nel luogo dell´incidente analoga chiesa, denominata oggi chiesa “dell´Assunta”.
L´importanza di tale chiesa,quindi, è quella di aver originato il nome “Agnone”, che deriva necessariamente da Anguonum, che significa “Drago, grosso serpente”, per il fatto realmente accaduto nell´ 883 d.c., e avvalorato dalla lapide sita all´ingresso della chiesa.

La Tavola Osca
Gli Opici, Antico popolo italico,furono i primi ad abitare la nostra zona, fino alla metà del V secolo a.C. , quando subirono l´invasione dei Sabini, i quali imposero la loro civiltà.
Si ebbe così la fusione dei due popoli che dette luogo ad una nuova stirpe: Gli Osci(o Oschi, o Oski ).
Questi ci hanno lasciato oltre 110 iscrizioni epigrafiche, tra le più note ricordiamo la “Tavola di Banzia”, il “marmo di Avella”, ed il “bronzo di Agnone” detto anche “Tavola Osca di Agnone”, unica quest´ultima che riveste carattere culturale.
I l prezioso cimelio fu rinvenuto casualmente ,insieme a delle monete, nel 1848 da un mezzadro nei pressi di Fonte Romita- Capracotta-, attualmente conservato ed esposto al British Museum di Londra.
La prima menzione dei Sanniti e del Sannio risale al 354 a.C.
Il nome deriva dall´aggettivo Sabello ,usato dal popolo romano per identificare indifferentemente i Sabini e i Sanniti.
I primi, giunti nella nostra terra come conquistatori, si “incrociarono”con gli Osci(già loro consanguinei), dai quali nacquero i Sanniti.
Agnone, importantissimo centro culturale osco, costituì il cuore pulsante del Sannio ancor prima che esso si ampliasse in confederazione.
….Secondo storici e archeologi il giuramento della legione sannita avvenne nella piana di Pescopennataro ove fu necessario porre delle palafitte in punti acquitrinosi per far alloggiare l´accampamento dei quarantamila soldati.
La legione, proseguendo verso il Monte Cavallerizzo si scontrò con l´esercito Romano.
Caddero oltre trentamila sanniti, i rimanenti si diedero alla fuga, i pochi abitanti rimasti furono trucidati dal feroce Silla durante le guerre sociali.
L´epoca sannitica volgeva ormai al termine.
Il periodo di colonizzazione romana fu scarso in termini demografici, ma grazie a reperti rinvenuti con scritte latine, e risalenti all´epoca imperiale, si può affermare che la presenza romana fu discretamente diffusa in tutto l´hinterland.
Esempi sono:
Stele funeraria dedicata a Vibia Bonitas rinvenuta nell´agro di Agnone
Stele funeraria rinvenuta in zona S. Lorenzo
Pavimentazione a lisca di pesce formata da mattoni romboidali in zona S. Lorenzo
Fontana romana, con segni evidenti di terme e sotterranei occlusi in zona S. Lorenzo
Nel IV e VII secolo dopo Cristo il periodo romano era finito e i Longobardi divennero i nuovi abitanti della nostra terra.
Nel Medioevo, Agnone divenne importante sotto la signoria della potente famiglia feudataria dei Borrello, che importò tradizioni e usi veneziani e diede un notevole impulso all´urbanistica,alla demografia, alle arti e ai mestieri.
Seguì il regno di Manfredi che durò pochissimi anni, con i Carbonara come nuovi feudatari;
Poi con il Re Carlo D´Angiò la signoria fu divisa tra gli Annibaldi e i Minutolo che abitarono il Palazzo Nuonno.
Nella prima metà del 1600Agnone fu venduta ai Caracciolo fino allo alla fine della feudalità.(1806)
LA VOCE DEGLI ANGELI
La Fonderia Pontificia Marinelli è sopravvissuta alle dinastie dei laboriosi campanari di Agnone e numerosissime sono le campane che hanno preso vita nella sua officina,raggiungendo con voce di speranza, fede, e carità tutti gli angoli del mondo.
Ad Agnone sono state fuse le più celebri campane, la commemorativa del primo centenario dell'Unità di Italia ne è un esempio.
A seguire:
La campana “Kennedy”dedicata dagli italiani D'America alla memoria del defunto presidente
la campana del Concilio Ecumenico Vaticano II (1963)
La campana dell'anno santo (1985),quella per il Santuario di Lourdes, quella di Madjugorje(1988),
la “Perestrojka” per lo storico incontro del papa con Gorbaciov nel 1989, la campana del grande giubileo del 2000...e molte altre ancora.

Nel 1990 la Fonderia ha:
Realizzato la campana per il centro sportivo più importante al mondo a Sapporo in Giappone
Ristrutturato il “concerto campanario” della Basilica di S. Francesco in Assisi
Fuso portali bronzei per il tempio di S. Antonio a Monte di Procida e Sant'Apollinare Chietino.

I concerti del santuario di Pompei, dell'Abbazia di Montecassino, della Basilica di San Paolo a Roma, di S. Giovanni Rotondo e molti altri ancora portano la firma Marinelli.
Numerosi anche quelli forniti in Usa, Argentina, Australia,Brasile,Palestina,Jugoslavia, malta, India,filippine, Israele, Egitto e Giappone.

Oltre ad affidare al bronzo il ricordo di eventi storici e religiosi, altre fusioni hanno dato alla luce importanti campane, ispirate a vari avvenimenti.
Esempi sono:
La “Mundial Bell”per il trionfo azzurro nei campionati di Spagna nel 1982
La campana dedicata a Maradona per i mondiali del Messico
Campane ricordo per trasmissioni televisive come “domenica In”, “Il musichiere”..
La campana del teatro napoletano

La meravigliosa tradizione “dell'arte delle campane” viene oggi tramandata ,con dedizione profonda,dai fratelli Armando e Pasquale Marinelli, aiutati da pochi e laboriosi maestri artigiani...
VICENDE E LEGGENDE
Il piccolo Natale
Nei tempi andati, Agnone era considerata la più importante città industriale del Molise dove operavano ramai, orafi, armaioli, argentieri;
L a categoria dei ramai era la più numerosa, la stessa aveva infatti dato vita al nomignolo del cittadino agnonese, ossia “Callaràre d´Agnone”(calderari di Agnone).
La laboriosità dei nostri artigiani consentiva loro di avere un attivissimo commercio con tutti i paesi del regno di Napoli e dello stato Pontificio, dove si recavano periodicamente, escludendo i tempi attivi del mondo contadino(raccolta,semina,trebbiatura, mietitura...ecc.)
Così facendo, gli artigiani di Agnone, per buona parte dell´anno purtroppo rimanevano lontani dalla città ,dagli affetti familiari più cari, dalle tradizioni più dolci...e il periodo natalizio era per tutti il più atteso e il più bello.
L´ultima volta nell´anno, in cui i ramai dovevano lasciare Agnone per rifornire i peasi circostanti dei prodotti del loro lavoro era novembre, e rientrare nelle proprie case solo qualche giorno prima del Natale.
Per questa ragione, la nostalgia dei riti e dei caratteristici canti liturgici, natalizi indusse molti di loro a recarsi dal parroco di S. Pietro per proporgli di anticipare la “pastorale”natalizia(solenne messa cantata) al 21 novembre, festa della Madonna delle Grazie in quella chiesa.
Il parroco(con l´accordo del vescovo) promise e mantenne la promessa, scavalcando tutto il periodo liturgico delle quattro domenica dell´avvento e aprendo il periodo natalizio propriamente detto.
La pastorale, che prima di allora ovunque si cantava solo con i primi vespri del del 24 dicembre iniziò a cantarsi il 21 novembre... per i nostri ramai significava finalmente Natale, aria di festa..
Così Agnone è stato e ed è l´unico paese a godere di questo importante privilegio!!!
Curiosità:nella seconda metà del 1800 Agnone aveva sette parrocchie con tantissimi sacerdoti, per la precisione erano 94, spesso in lotta tra loro... per la sopravvivenza!


I fantasmi di palazzo Nuonno
L´edificio risale al periodo di maggiore influsso veneziano e può essere datato tra il 1100 e il 1200.
La bottega veneziana, la bifora e i leoni sporgenti dalla facciata presenti nella struttura sono elementi caratteristici e segni distintivi della cultura lagunare.
Fu abitato fino al 1796 dalla famiglia Cocucci, poi ceduto ai Nuonno, famiglia originaria di Sant´Angelo del Pesco.
La camera che sovrasta la bottega veneziana era adibita a cella penitenziaria in cui venivano decapitati i condannati a morte.
Si narra che in questo palazzo venissero organizzate orge, sempre con dodici coppie fisse, e alla mezzanotte compariva improvvisamente la tredicesima.... quella del diavolo!!!
Il palazzo, forse maledetto da tutti condannati ricomparsi sotto forma di spiriti,
crollò.. il pavimento cedette causando la morte di 13 ospiti presenti.
Per questo motivo, forse, si conserva su una parete dell´edificio un teschio scolpito.
Ancora oggi gli anziani e le persone che abitano nelle vicinanze assicurano di sentire, alla mezzanotte di alcuni giorni la musica, il passo delle danze,i cavalli scalpitare...si vede la carrozza da ci scendono i proprietari, la scala a pioli saltellare!!! Che pauraaaaaaaa....
I l palazzo è davvero infestato dai fantasmi....


Palazzo Bonanni
Si racconta ma pare che sia il vero, che nel 1424, la focosa regina di Napoli, Giovanna II detta la pazza, venne a trascorrerei un periodo di riposo nella nostra cittadina, soggiornando a palazzo Bonanni (uno dei palazzi nobiliari di Agnone meglio conservato).
In questo contesto la regina passò in rassegna tutti i giovani più belli e villosi del luogo..le acque del fiume Verrino per fortuna la fecero rinsavire e ripartire per la sua terra.
Curiosità: Nel 1881 il palazzo Bonanni fu adibito a collegio che alimentava con i propri allievi, la Regia Scuola Tecnica, ritenuta già dal 1899 una della migliori esistenti in Italia.
"TRADIZIONI CULINARIE"
Chiunque si rechi ad Agnone viene attratto dal fascino delle campane e dall´amore per l´arte, ma anche dalla molteplici golosità....che vanno dalle “sagne a taccùne”(sagne a pezzi), alle “sagne e fagioli”, dai maccheroni alla chitarra alla famossissimma zuppa alla Santè, piatto tipico quest´ultimo, delle festività Natalizie e Pasquali... per proseguire con “tacche”di agnello al forno, capretto alla “ciff e ciaff”, salsicce, prosciutti, soppressate e infine”cazzmarr e nodra d´ trippa” di agnello..ovviamente tutte prelibatezze a base di carni nostrane.
Agnone offre ad ogni tipo di palato rinomati latticini grazie al lavoro e alla maestria di quattro caseifici(Antenucci, Di Menna, Di Nucci, Di Pasquo) che producono trecce,bocconcini,scamorze, ricotte, caciocavalli...
Un´attenzione particolare meritano i dolci locali,veri poemi dell´arte dolciaria:dai gustosissimi confetti ricci alle ostie ripiene,dalle campane alle tine di cioccolato, dalle zeppole di S.Giuseppe alle “pizzelle”, taralli, panettoni... e molto altro ancora...
LA 'NDOCCIATA
La ' Ndocciata,una sfilata di torce accese che attraversa la cittadina alla vigilia di Natale, è la tradizione che tra tutte eccelle in Agnone.
Le 'ndocce, uniche nel loro genere,realizzare dagli abitanti delle borgate agnonesi,sono di legno facilmente infiammabile ed hanno un' altezza variabile dai 4 agli 8 metri.
E' una tradizione storica che affonda le radici nell'epoca sannitica, quando i nostri valorosi antenati si spostavano dai loro avamposti militari durante la notte o si trasmettevano messaggi in codice.
La storia delle 'ndocce prosegue fino a noi, con l' avvento del Cristianesimo.
In questo periodo servirono ad illuminare i sentieri impervi ai contadini che si recavano in massa ad Agnone per assistere al prodigioso evento della natività... una particolarità riguarda la lunghezza di questa torce che variava a seconda della distanza che divideva la borgata di appartenenza dal centro della cittadina.

Curiosità: La vigilia di Natale in passato era molto attesa anche dagli innamorati...
per sapere se riscuotevano successo e simpatie dalla rispettiva ragazza (e dalla sua famiglia), di nascosto deponevano una 'ndoccia accesa presso la soglia del portone dell'amata.
Se quest'ultima, o un suo familiare, introduceva in casa la torcia significava che il giovane era ben accetto, e quindi autorizzato ad uscire dal proprio nascondiglio per presentarsi a chiedere la mano, altrimenti...... erano lacrime amare!!!!!

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